Garbatella, Roma. Notte tra il 10 e l'11 settebre. Per parlare di sogni bisogna aspettare la notte. E allora fratelli di master l'Usa s'è desta, dell'elmo di Bush s'è cinta la testa e il re del sogno s'è stimato. Un brusco risveglio e l'incubo McCain-PalinSpara pallotte (purtroppo non quelle cac'e'ov di casa mia, ndr) diventa l'ennesima realta' inenarrabile di un mondo che gira al contrario. Almeno dal mio punto di vista. All'agip ho seguito tutta la convention democratica di Denver su sky, da pelle d'oca. Ho poi seguito la convention repubblicana e a stento credevo ai miei occhi: il verbo combattere ripetuto mille volte, gente con i cappelli da cowboy in testa e giacche di paillettes luccicanti dei colori della bandiera Usa. Mah, come è possibile che McCain vinca, non lo so. O forse si. Il diverso non ha cittadinanza, la differenza non è occasione di scambio, ma di aumento della violenza della polizia in strada...mi fermo, non so dove arriverei. Caspita. Oggi Obama ha finito la sua corsa alla Casa Bianca. Un lapsus devastante, quasi incredibile, che neanche ripeto. Temo di averlo sognato e di svelare il malinteso. Magari il lapsus fa parte del sogno, chissà. D'altronde lui, prima di diventare the king's of lapsus, era the king's dream. Il re di quei sogni che invece di finire in un giusto risveglio, ti fanno provare l'amarezza di riaprire gli occhi prima del tempo. L'amarezza di non vedere come sarebbe andata a finire.
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mercoledì 10 settembre 2008
THE KING'S LAPSUS
Garbatella, Roma. Notte tra il 10 e l'11 settebre. Per parlare di sogni bisogna aspettare la notte. E allora fratelli di master l'Usa s'è desta, dell'elmo di Bush s'è cinta la testa e il re del sogno s'è stimato. Un brusco risveglio e l'incubo McCain-PalinSpara pallotte (purtroppo non quelle cac'e'ov di casa mia, ndr) diventa l'ennesima realta' inenarrabile di un mondo che gira al contrario. Almeno dal mio punto di vista. All'agip ho seguito tutta la convention democratica di Denver su sky, da pelle d'oca. Ho poi seguito la convention repubblicana e a stento credevo ai miei occhi: il verbo combattere ripetuto mille volte, gente con i cappelli da cowboy in testa e giacche di paillettes luccicanti dei colori della bandiera Usa. Mah, come è possibile che McCain vinca, non lo so. O forse si. Il diverso non ha cittadinanza, la differenza non è occasione di scambio, ma di aumento della violenza della polizia in strada...mi fermo, non so dove arriverei. Caspita. Oggi Obama ha finito la sua corsa alla Casa Bianca. Un lapsus devastante, quasi incredibile, che neanche ripeto. Temo di averlo sognato e di svelare il malinteso. Magari il lapsus fa parte del sogno, chissà. D'altronde lui, prima di diventare the king's of lapsus, era the king's dream. Il re di quei sogni che invece di finire in un giusto risveglio, ti fanno provare l'amarezza di riaprire gli occhi prima del tempo. L'amarezza di non vedere come sarebbe andata a finire.
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