martedì 15 aprile 2008
Nota di servizio
Lou "chiedo-asilo-politico-alla-Svezia" Grant
venerdì 1 febbraio 2008
UNA PASO ADELANTE
Hasta el lunes chicos!
fabyCalso
martedì 8 gennaio 2008
FUORIdalMASTER/ Irrompe Bombardino

lunedì 7 gennaio 2008
FUORIdalMASTER / E’ il mio turno. Tocca a me presentarmi
Io, figlia unica per lungo tempo, sono cresciuta nutrita dai discorsi degli adulti, dalla musica di mio padre e dalle favole classiche. Ricordo mio nonno, operaio, arrabbiato con Craxi e i suoi interminabili discorsi sui tedeschi e sulla sua prigionia. Ho stampanti gli odori e le canzonicine di nonna, che dicono, mi assomigliasse molto. Loro due, i genitori di mio padre, sono stati i miei primi amici d’infanzia. Il dialetto, quello delle Marche che incontrano gli l’Abruzzi, la mia prima lingua, finché un giorno non sono stata iscritta alla scuola materna del “Sacro cuore”. La suore sono state la mie prime maestre, sono riuscite ad insegnarmi il catechismo e i valori, ma non la fede. Ero una ragazzina sveglia, pare; a cinque anni scrivevo e leggevo. Mi annoiavo spesso e preferivo giocare da sola o in compagnia di pochi fidati e questo modo di essere ancora mi caratterizza. Gli anni della scuola li ricordo piacevolmente, ma con poca enfasi. Il liceo, per me, è stato il periodo della conoscenza. Come per molti, quei cinque anni sono stati la scoperta di tutto: di me stessa, del pensiero, della fatica, dell’amicizia, dell’amore e della responsabilità. L’università è il mio tasto dolente. Sono ancora così legata a quei posti e a quelle persone, che pensarci mi rende malinconica…
Aspirante giornalista. Oggi poteri definirmi così: 27 anni, iscritta al primo anno di un master professionalizzante, interessata alle vicende del mondo, curiosa osservatrice dell’altro, idealista, un po’ stanca di aspettare, quindi, in attesa di produrre.
Provare a fare la giornalista, per me, è come fare la somma di tutto. È la verifica della ricchezza del mio percorso. Vuol dire che mentre studiavo l’indoeuropeo, la tragedia e la tirannide arcaica, pensavo al giorno in cui avrei fatto la mia prima intervista. E mi veniva rabbia, se consideravo che la storia degli antichi è così insicura e piena di vuoti, solo perché il pensiero della gente di quei tempi non è stato raccontato da nessuno. Sono un po’ convinta che l’unico vero progresso della modernità, sia l’informazione, ma quella fatta bene, quella non filtrata ed estranea alle paure e alle manipolazioni.
È per provare a raccontare la gente e ricostruire liberamente i fatti che voglio fare la giornalista.
Lo avevo dimenticato, ma è così.
Amara
sabato 5 gennaio 2008
FUORI DAL MASTER/Un piccolo pensiero per il 2008

Vi sono mancata????.....mmmmm.....dubito anche perchè vi ho rotto le scatole anche a capodanno e spero gli auguri siano arrivati a tutti....per iniziare questo 2008 vi regalo questa poesia di Gibran....quando la leggo sento le lacrime bagnare il mio viso...non pretendo tanto, mi basterà sapere che l'abbiate apprezzata...
Allora Almitra disse: parlaci dell'Amore. E lui sollevò la stessa e scrutò il popolo e su di esso calò una grande quiete. E con voce ferma disse: Quando l'amore vi chiama, seguitelo. Anche se le sue vie sono dure e scoscese. e quando le sue ali vi avvolgeranno, affidatevi a lui. Anche se la sua lama, nascosta tra le piume vi può ferire. E quando vi parla, abbiate fede in lui, Anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni come il vento del nord devasta il giardino.
Poiché l'amore come vi incorona così vi crocefigge. E come vi fa fiorire così vi reciderà. Come sale alla vostra sommità e accarezza i più teneri rami che fremono al sole, Così scenderà alle vostre radici e le scuoterà fin dove si avvinghiano alla terra. Come covoni di grano vi accoglie in sé. Vi batte finché non sarete spogli. Vi staccia per liberarvi dai gusci. Vi macina per farvi neve. Vi lavora come pasta fin quando non siate cedevoli. E vi affida alla sua sacra fiamma perché siate il pane sacro della mensa di Dio.
Tutto questo compie in voi l'amore, affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore e in questa conoscenza farvi frammento del cuore della vita. Ma se per paura cercherete nell'amore unicamente la pace e il piacere, Allora meglio sarà per voi coprire la vostra nudità e uscire dall'aia dell'amore, Nel mondo senza stagioni, dove riderete ma non tutto il vostro riso e piangerete, ma non tutte le vostre lacrime.
L'amore non da nulla fuorché sé stesso e non attinge che da se stesso. L'amore non possiede né vorrebbe essere posseduto; Poiché l'amore basta all'amore.
Quando amate non dovreste dire: "Ho Dio nel cuore", ma piuttosto, "Io sono nel cuore di Dio". E non crediate di guidare l'amore, perché se vi ritiene degni è lui che vi guida.
L'amore non vuole che compiersi. Ma se amate e se è inevitabile che abbiate desideri, i vostri desideri hanno da essere questi: Dissolversi e imitare lo scorrere del ruscello che canta la sua melodia nella notte. Conoscere la pena di troppa tenerezza. Essere trafitti dalla vostra stessa comprensione d'amore, E sanguinare condiscendenti e gioiosi. Destarsi all'alba con cuore alato e rendere grazie per un altro giorno d'amore; Riposare nell'ora del meriggio e meditare sull'estasi d'amore; Grati, rincasare la sera; E addormentarsi con una preghiera in cuore per l'amato e un canto di lode sulle labbra.
Mi mancate ragazzi.....
Nastienka
venerdì 4 gennaio 2008
FUORIdalMASTER - il ciabbòttello, un pezzo di me.
tra i miei compagni di classe c'era chi rispondeva l'arrivo di babbo natale con il commodore 64, chi la poesia da imparare a memoria, chi il presepe, chi siamo tutti più buoni. era arrivato il mio turno e le risposte mi sembravano esaurite. ero ingenuo.
così risposi che per me il Natale era Nonnetta che friggeva i ciabbottelli. risero in tanti, qualcuno ghignava. io avevo gli stessi occhi di oggi e li guardavo senza capirli. non sapevano cos'era il ciabbottello, e allora perchè ridevano, mi chiedevo. non sapevano neanche chi era Nonnetta, un metro e ottanta di donna d'ottocento, tutta tenacia e indipendenza, la mia bisnonna, una nonna al quadrato.
da noi in campagna, a torremarino131, contrada di lanciano, i ciabbòttelli si fanno alla sera della vigilia, aspettando la notte di Natale.
tutto ha inizio dalla sera prima della vigilia. si prepara il lievito madre, che si chiama così, madre, perchè da lì ha tutto inizio, anche il ciabbòttello.
il pomeriggio della vigilia lo si unisce al lievito di birra, e si impasta con acqua e farina a mani nude. poi il baccalà, un pesce rozzo ma pregiato, per palati tosti e che si mangia solo in giorni importanti, cioè di festa, perchè costa tanto. dopo averlo lasciato per qualche giorno sotto la fontana aperta appena appena, si fa a pezzetti piccoli, ma non troppo. si prepara una padella piena d'olio d'oliva dei nostri olivi e la si fa bollire.
solo Nonnetta sapeva qual era la temperatura giusta dell'olio per iniziare a friggere. ci metteva il dito, nella pentola, e non le bruciava. io ammiravo stupito i suoi poteri e mi sembrava uscita dal libro di favole che mi costringevano a leggere a scuola.
a deciderlo, l'equilibrio, era Nonnetta, oggi è mamma. il primo a venire fuori, luccicante e profumato, era sempre il mio. lo aspettavo con questi occhi, gli stessi di oggi. e quel fragore, unico, tra i miei denti per me significava l'arrivo del Natale, l'attesa di una notte speciale legata a un sapore esclusivo, che si prepara una volta l'anno, quella sera, come tradizione insegna.
il ciabbòttello è un po' casa mia, un pezzo di me, dorato e saporito. alla prossima, con pizze e fòjje.
s&f
FUORI DAL MASTER- MI PRESENTO...

Ci siamo presentati tante di qulle volte nelle prime settimane che proprio non saprei cosa aggiungere... forse qui è richiesta una presentazione più deep inside... giusto...allora...
sono nato in una freeddissima giornata di fine gennaio, circa due settimane in anticipo del dovuto, con l'ausilio del mitico forcibe, oggetto a cui devo la vita. I nove mesi più calmi della mia vita li ho vissuti nel ventre di Rita, maestra di asilo e di sostegno. Rita è stata coadiuvata nel ruolo di magica generatrice da mio padre Roberto, impiegato dell'Enel con una forte propensione alla pittura. Circa qualche anno dopo a tenermi compagnia è subentrato mio fratello Stefano, tutto sport e poco studio. Questa è la famiglia da cui vengo e di cui ne vado spesso fiero.
La mia esperienza scolastica è stata normale, giustamente altalenante ed accompagnata da frequenti richiami alla mia vivacità: sulle pagelle delle elementari la parola vivace sostituisce spesso la declinazione famosa "suo figlio si applica". Con gli anni ho dato una sedata a questi miei vivaci spiriti e la placida ed ipocrita vita borghese all'interno del liceo classico ad un certo punto del mio percorso di studi ha avuto il sopravvento. Lo svecchiamento dalle compagnie "classiche", "classicanti" è avvenuto grazie al mio vecchio gruppo musicale con il quale mi sono dilettato per anni passand dall'heavy metal al più soft rock italiano, alla compagnia teatrale universitaria "Retrobottega dei Guitti" con la quale ho trascorso 4 anni intensi di teatro, e al cinema, o meglio al tentativo di fare cortometraggi, più o meno riusciti. Il giornalismo ha sempre accompagnato la mia vita, ma sempre in modo molto discreto e senza grandi pretese. Importante momento della mia vita è stato quando ad una visita oculistica ho scoperto di avere un problemino abbastanza antipatico con il quale mi sono abituato a convivere ma che ogni tanto da qualche piccio.
Adoro la comicità. La compagnia. Chiacchiarare per ore di film. Andare con lo snowboard. Fare montaggi audio e video. Modigliani. Balthus. Sapere di poter ancora incontarre degli amici. L'arrosto di pecora e gli arrosticini. Il Gran Sasso. Lynch. Fellini. Il rugby. La pallacanestro. La pittura. Dormire. Adoro le sigarette (ma ho smesso). Roma ad agosto. La Sicilia in qualsiasi periodo. Nietzsche. Ballare (anche se non so ballare). Il tango. La musica dal black metal alla musica classica. La serenità. La famiglia. Gli amici. L'amore. La sana competizione. L'impegno. La rabbia. La testardaggine. La moto. Le diversità. L'incoscienza. La razionalità di alcune persone. Lo skate. i pattini. Le arti amrziale. L'arrampicata. Gli sport estremi. La vita. tante altre cose.
Poi ce ne sono tante che non adoro o mi lasciano indifferente. Ma perchè tediarvi?
Questo, più o meno, abbastanza romanzato, con qualche bugia sono io. Il resto è da scoprire.
Norden
mercoledì 2 gennaio 2008
FUORIdalMASTER / Michael Scofield
Buon 2008, anzitutto. Io a Capodanno ho esclusivamente pensato al futuro, non mi sono ubriacato, ho mandato tanti auguri silenziosi, guardando il cielo, sperando che potessero raggiungervi. Chissà a quanti di voi sono arrivati, i miei auguri. Poi, tornando a Capodanno, sono tornato a casa che erano le cinque, più o meno, e ho riflettuto sul balcone di casa, anche se faceva freddo. Ho chiesto al vento di portarmi con lui, quando fossi stato pronto; ho chiesto all'aria di farmi esistere ancora e ancora; ho chiesto al chiarore del nuovo anno di poter non sbattermi così tanto per poter sopravvivere. Gli ho chiesto un attimo di tregua. Un momento di tranquillità. E poi ho ringraziato comunque l'anno appena trascorso. Diciamo che gli ho stretto la mano come dopo una violenta scazzottata, come dopo un inseguimento al limite della surrealtà.
Bene, mi fermo sennò mi dilungo.
E ora parlo un po' di me.
Mi piacciono le cose divertenti e difficili.
Sono un'artista, se gli artisti sfruttano la propria intelligenza per trovare il giusto punto d'incontro tra realtà e fantasia.
Sono distante dalla speranza di potermi fidare di una donna, ma sono sicuro che qualcuna smentirà le mie ragioni, prendendo quella speranza e trasformandola in verità assoluta.
Non voglio diventare un fottuto manipolatore della realtà.
Anzi: non voglio manipolare la realtà per volontà di altri di cui ignoro gli scopi o li conosco solo parzialmente.
A chi mi direbbe: "Allora non puoi fare il giornalista", risponderei "Io posso".
Perché la vita è un flusso continuo di conseguenze dovute alle azioni effettuate in precendenza. La vita è regolata dalla terza legge della dinamica. E quando questa non sembra funzionare, abbiamo l'intelligenza per sistemare tutto.
Sono abituato a pensare che un giorno andrò via.
Sono quasi sicuro che quel giorno i miei amici mi mancheranno tutti e molto probabilmente piangerò.
Non sono abituato a commuovermi, ma ultimamente mi capita. Ed è stupendo.
Ho promesso a me stesso che sarò propenso ad aiutarvi, quando sarete in difficoltà.
Mi piace la vita perché ci sono delle regole da rispettare ma fondamentalmente tutte possono essere violate.
Di conseguenza credo fermamente nel libero arbitrio e lo applico in buona percentuale.
Un saluto a tutti. Questo 2008 ci stupirà, state tranquilli.
lunedì 31 dicembre 2007
FUORIdalMASTER / Io ci sono ...la tecnologia un po' meno
Ho scelto l'ultimo giorno dell'anno per essere, probabilmente, l'ultima a scrivere di se qui sul blog.
Non è stata una scelta meditata ma diciamo pure una necessità!!! Vedete io abito in una delle zone dell'Abruzzo che, benchè a detta di Paddy Garcia sia uno dei posti più belli e "divertenti?", siamo considerati un po' fuori dal mondo, quindi Internet va ancora a manovella e devo rinunciare a utilizzarlo come vorrei.
C'è di buono però che nei miei rapidi e fugaci accostamenti a questo blog, ho avuto modo di conoscervi, di entrare nelle vostre vite, senza che la cosa potesse essere reciproca. Mi sono arricchita dal vostro vissuto e ho scoperto, con piacere, che se amo tanto conoscere il mondo è perchè è abitato da persone che, come voi, ti danno tanto e il più delle volte inconsapevolmente.
Vorrei anch'io ricambiare, così sono qui a scrivervi qualcosa di me.
Una che più che studente è stata spesso definita "studiosa" dai prof. e "secchiona" dagli amici, si perchè non mi bastava il manuale dato in dotazione, io dovevo arricchire le mie conoscenze. Dal terzo anno del liceo ho sentito che una mia qualità era quella di essere curiosa e che lo studio non dovesse avere alcun nesso con i voti ma solo con un arricchimento personale, unico mezzo che mi avrebbe aperto le porte al giornalismo, amavo e amo scrivere, leggere, parlare con le persone, viaggiare e organizzare eventi.
Ho costruito la mia vita intorno al valore di ogni forma di cultura, alta o bassa che sia, scontrandomi con invidie e critiche di chi mi vedeva "piccola Leopardi" quando mi escludevo dal mondo per stare tra le mie "sudate carte".
Una vita che si sarebbe indirizzata verso il giornalismo o la ricerca storica: adoro la storia contemporanea, amo l'Africa, le sue mille sfaccettature troppo spesso ignorate, amo i suoni delle diverse lingue, i costumi e soprattutto gli indiani: musica, cultura, tradizioni.
Poi gli amici hanno iniziato a farmi notare che ho una bella voce. Non ho mai dato peso a questo fino a che un giorno in un convegno conobbi Cristian Iansante e Roberto Pedicini: feci un intervento, neanche troppo interessante, sul doppiaggio e Pedicini dopo la risposta aggiunse: "Lei farà strada con la sua voce ...mi aspetti alla fine che devo proporle una cosa" . Ho aspettato, lui è venuto da me per dirmi di frequentare un corso di doppiaggio a Roma, la mia era una voce che gli dava "emozioni". Mi lasciò il numero di una segretaria, feci un provino, mi presero, ma poi il costo era alto e la mia famiglia non aveva in quel momento la possibilità di permettermi di frequentarlo. Abbandonata l'idea del doppiaggio, si continua a studiare ma, sono gli esami a ricordarmi la mia voce. Scopro che radiofonicamente funziona bene; ho sempre ascoltato molta radio e l'ho guardata da lontano come si fa con qualcosa che consideri irraggiungibile, non ho mai avuto fiducia in me al punto da essere una che crede di riuscire e forse per questo ogni cosa la affronto col massimo impegno: non importa se mi costa più di quel che otterrò ma non esiste la superficialità in cambio di una fiducia avuta. Ho iniziato a leggere poesie sul palco del mio paese nelle feste, mi hanno notata e da li mi hanno chiesto di condurre sfilate più o meno importanti: abiti da sposa, rievocazioni antiche, sfilata dei carri allegorici, e poi arrivo a creare un'associazione che annualmente organizza uno spettacolo che offre una vetrina a artisti emergenti (musicisti, ballerini, attori e cantanti). La cosa più gratificante è che dopo la conduzione mi scambiano per professionista e mi chiedono per quale tv lavoro. Io, la timida ragazza che pensava allo studio, che si è laureata con il pieno dei voti e che si sognava una ricercatrice ...io che ho bisogno di conferme continue data la mia insicurezza ho scoperto questo lato di me.
Poi la radio è diventata una realtà e ho capito che la mia strada era quella, nel mio lavoro userò la voce: non il viso o l'aspetto fisico, io farò la giornalista in radio!!!
Ne ho preso coscienza e ora sogno di imparare a farlo, di meritarmi la fiducia che mi danno e di avere sempre al primo posto il valore dell'amicizia non l'arrivismo.
Voi mi state dando molto, spero che anche voi possiate trovare qualcosa della mia vita e delle mie emozioni che possa arricchirvi ...almeno un pò !!!
Buon 2008 a tutti
Anileve
mercoledì 26 dicembre 2007
FUORIdalMASTER - mi presento, con un po' di ritardo
mercoledì 19 dicembre 2007
FUORIdalMASTER - Io e lei...
Non amo molto parlare di me, piuttosto mi piace ascoltare gli altri e consigliarli o aiutarli, mi sono trovata spesso a fare da "psicologa" alle persone più disparate e disperate. Il mio sogno da bambina era di fare la cantante, ho cantato tantissime volte, ero anche abbastanza brava (suonavo anche il piano) ma poi "lei" ha avuto la meglio e ho dovuto smettere... parallelamente a questo sogno ne è arrivato un altro, volevo diventare psicologa e aiutare le persone come meglio riuscivo a fare...ma a 18 anni sarei dovuta andare a vivere a Roma e non ne avevo la possibilità ne' economica ne' altro perché "lei" diventava sempre più invasiva nella mia vita...
Però in questi anni ho sempre avuto una grande passione: la scrittura. Scrivevo poesie, racconti, lettere, di tutto...ma la scelta di fare giornalismo è arrivata dopo, in un giorno qualunque in cui mi trovavo in ospedale, tra le mani avevo un libro di Montanelli in cui veniva raccontata la sua vita e la sua carriera giornalistica e quel libro diventò il mio punto di partenza.
Nel frattempo ho studiato molto, prima Scienze politiche poi Editoria, poi il master di Scrittura creativa, e ora questo master che sembrava proprio non dovessi farlo per una serie di problemi iniziali che ho dovuto superare.
Il primo mese è gia' passato, vedremo cosa succederà nei prossimi...la paura è tanta, per il mio fisico è una bella prova di resistenza, e poi ci siete voi, miei compagni-colleghi. Sono sicura che molti di voi, se non proprio tutti, vi sarete chiesti cosa ci faccio tra di voi, a volte vi sento distanti, timorosi, disorientati nei miei confronti...ed io stessa, per prima, cerco di non invadervi troppo con la mia presenza anche se a volte sono io a volermi estraniare, perché? Perché sono una persona solitaria, amo il silenzio, l'introspezione, ma allo stesso tempo mi piace scoprire le persone che mi circondano, capire come sono, osservo molto.
E poi so di non potermi confrontare con voi in molte cose, come il primo giorno con Orsini, in me c'è stato un vero e proprio crollo emotivo, avrei mollato all'istante tutto, ma poi ho riflettuto, che diamine, nella mia vita ho affrontato e affronto ostacoli ben più pesanti!
Non posso e non voglio farmi portare via da "lei" anche questo sogno..."lei" è la mia malattia.
Ha anche un nome: fsh, deriva dalla grande famiglia delle distrofie muscolari, è una nemica bella tosta anche se ho imparato a conviverci...a volte ci litigo di brutto e la sbatto fuori dalla porta!, ma poi mi accorgo che vuole proprio restare attaccata a me, devo esserle simpatica...purtroppo!!!
All'inizio di questo post, parlavo di una piccola richiesta da farvi...ebbene...se non lo avete ancora fatto, vi invito a fare una offerta libera per Telethon, è molto importante, praticamente è l'unica fonte di speranza per noi. Non dovete farlo per me, ma la ricerca è per tutti...non trascuratela e non ignoratela.
Ogni anno mi dedico a Telethon, un evento a cui tengo molto, lo facevo prima e lo faccio ancor di più da quando sono vice della mia associazione, la Uildm (unione italiana lotta alla distrofia muscolare), ma come Telethon, se la mia fisicità è limitata, la mia testa lavora a 8000!Se volete fare una donazione tramite il canale di raccolta Uildm sezione di Teramo, basta che quando fate la donazione tramite bollettino postale intestato al Comitato Telethon che trovate nel link che vi incollo, scrivete nella causale "Donazione per Telethon - Canale di raccolta UILDM di Teramo".
Tramite questo link trovate tutti i modi possibili per fare le vostre donazioni: http://www.telethon.it/maratona2007/Altrimodi.aspx
Telethon non si ferma mai, e con esso le mie battaglie... se c'è una cosa che tutto questo ha avuto un riscontro positivo è la forza, la mia forza.
Per adesso mi fermo qui, ma vi scriverò ancora, in questo posticino del web posso confrontarmi con voi ad armi pari! ;-)
Manuela Romitelli
FUORI DAL MASTER - E FACCIAMO OUTING VA -
Poi ci sono gli altri.. Non mi piace chi si parla troppo addosso. Non mi piace chi se la crede troppo. Non mi piace chi non sa farcela da solo e non mi piace chi pensa di potercela sempre fare da solo. Non mi piace chi dice tutto e subito e non mi piace chi non dice proprio niente, che ci sono già io che parlo poco. E all’inizio gente, non me ne vogliate, credevo mi piaceste poco anche voi. Non mi sentivo granché in un ambiente che mi sembrava distante da me, dal mio modo facile di prendere le cose.. ora invece, credo abbia ragione il compagno Paddy, ci sono persone interessanti.. Magari con qualcuno diventeremo amici, con altri resteremo solo colleghi, ma di certo, in questi due anni le carte si mischieranno spesso.
E allora ragazzi, io domani non ci sarò ma voglio brindare lo stesso – da sola – alla mia, alla vostra – divertitevi alla cena – alla nostra.
Godiamocela in questi due anni.
martedì 18 dicembre 2007
FUORIdalMASTER - Semplicemente...IO...
Eh va bene... avete convinto anche me e così metto da parte quello scudo che ho sempre frapposto fra me stessa e il mondo esterno... e mi ritrovo quì.Vi racconterò una storia... La storia di una "principessina" che arriva nel suo piccolo castello ad allietare genitori e fratellone con ben 14 anni di ritardo sulla tabella di marcia. Sì, perchè il suo fratellone è appunto tale perché tanto più grande di lei ed anche e soprattutto per questo, la piccola è molto amata da tutti.
Stà principessina, stà MarissaC. che tutti voi vedete ogni giorno, ritardataria cronica (si fa quel che si può... ! ma prima facevo meglio...) appare tanto diversa da quello che è in realtà.
Chiunque mi veda, è assolutamente convinto di trovarsi di fronte al tipino più sfrontato di questo mondo, che la timidezza non sa nemmeno dove stia di casa... Ma il fattore estetico non ha nulla a che fare con quello interiore. E chi mi conosce sa bene quanto io sia così claustrofobicamente riservata e così incredibilmente vergognosa di tutto e tutti.
Io... semplicemente io coi miei "se" ed i miei "ma" che pensa e riflette troppo prima di fare qualsiasi cosa e rischia così di lasciarsi sfuggire le occasioni, quelle più belle, quelle che ti capitano solo una volta nella vita. Sono "la maestra delle occasioni mancate" ed è proprio per questo che ultimamente ho cambiato registro e quando vedo che qualcosa di bello si profila all'orizzonte, lotto con le unghie e con i denti per non farmelo scivolare dalle mani. Ma, ovviamente, non sempre dipende da me.
Romantica (troppo), sognatrice (ma non smetterò mai di esserlo), lunatica (ehhh sò cancro... che ci posso fa?), sensibilissima (veramente TROPPO... sicuramente in questi 2 anni mi vedrete piangere come una bimbetta dato che lo faccio anche per le più insignificanti cavolate, tipo film&cose di questo genere), dolce (attenti che con me rischiate il diabete!), buona (non penso di risultare immodesta se ritengo di essere così dato che a questo aggettivo aggiungerei quello di fessa perché la mia bontà può arrivare a livelli tali da prendermi tante batoste&delusioni dove fa più male), amante del cinema (sopra ogni altra cosa), del mare (oddio non vedo l'ora di tornarci!), delle risate (farmi incavolare è quasi impossibile, amo scherzare su tutto e odio visceralmente chi se la tira nonché gli ipocriti e i perbenisti... sono molto Wildiana in questo), dei film d'amore strappa-lacrime (mio film preferito è Braveheart), dei telefilm (tuttiii... mitico Chuck!), delle telenovele (ahò amo Ridge da quando avevo sei anni *.* non me ne farete una colpa, spero ^-^), di Georgie, Kiss me Licia, L'incatevole Creamy, La sirenetta, Cenerentola, del calcio, della Ferrari, (sono una contraddizione vivente... ad un'anima pienamente femminile&femminista se ne aggiunge un'altra, quella di maschiaccio, probabilmente scaturita da un'esistenza trascorsa col mio fratellone, fra A-team, McGiver, le partite e le gare di Formula 1), dei dvd, delle tecnologie più folli, della cioccolataaa (nutella, in primis), degli U2 (With or wihout you... da pelle d'oca), di Robbie Williams, Bon Jovi, di Mel Gibson, Alessandro Preziosi e di tantissimo altro.
E fra questo tantissimo altro, aggiungerei il pattinaggio. La mia passione, quella che ho praticato per vari anni, quella fatta di tutù e di saggi in cui hai sempre quella paura insidiosa di cadere e farti male lì, dove nessuno può vederti, in fondo al cuore perché sai che la delusione sarà tanta.
E la pallavolo. Altra passione inseguita e coltivata dai tempi di Mila&Shiro... (cartoon-dipendente, lo so).
E i viaggi. Ho fatto il liceo linguistico e questo mi ha permesso di girarmi tutta Europa, fra Parigi, Monaco e Vienna... e poi Londra. Il viaggio più bello, fatto fuori dall'establishment scolastico, nell'ultima fuga, prima dell'Università. E lì, il cambiamento di vita e il continuare a inseguire questo sogno che condivido con tutti voi. Questo amore per la scrittura (Andreucci permettendo) che coltivo sin da bambina quando, influenzata dalle tante letture (Paperino in primis, hihihi) e dalle serie tv, scrivevo storie assurde di donne di potere e dei loro drinks O.O (non è un caso, dunque, se il mio nome, quello vero, provenga da Dallas e se io sin da 3 anni guardassi Uccelli di rovo)... E questo nick... Il nick che ho scelto per scrivere quì. Anch'esso proveniente da un telefilm ma non per un mio particolare amore verso il personaggio quanto più per il fatto che si tratta di uno dei tanti nomignoli che mi hanno affibbiato e che, insieme allo stesso telefilm, alla sua colonna sonora e a quelle incredibili vicissitudini amorose, racchiude un periodo particolare della mia vita (di cui è meglio non parlare -.-)... periodo bellissimo ma conclusosi con tante cicatrici da parte della sottoscritta.
Di certo non assomiglio a questo personaggio, nè fisicamente (sono il contrario) nè mentalmente (sarò pazzoide per tantissime cose ma mantengo ancora un certo equilibrio, spero!) ma forse solo e semplicemente per l'allegria e per la gioia di vivere. Sì, perché nonostante tutte le batoste che ho preso, continuo ad essere un tipo ottimista, che vede sempre il bicchiere mezzo pieno e che crede fermamente nell'amore. E chissà perché, come ha scritto anche qualcun altro, tutti i nodi vengono sempre a questo pettine. Perché, in fondo, io l'ho sempre sostenuto... Si può fare a meno di tutto, tranne che dell'amore. E Shakespeare (mio autore preferito in assoluto) docet.
E così anche io, nonostante questo mio voler apparire così dura, dal mettere la carriera (si spera di averne una entro i prossimi 2 anni!) al di sopra di tutto, sogno di restare prima colpita dal famoso dardo del Dio Cupido, vittima di un incontenibile colpo di fulmine (spero ricambiato... come in Kiss me Licia, avete presente?), cosa che non mi è mai capitata in 26 anni. E magari, che a questo si aggiungesse anche un bel pancione perché proprio in quest'ultimo periodo, da quel mio sentirmi ancora troppo lolitesca (adoro Nabokov) ed immatura, sono passata alla voglia spasmodica di cullare il mio tesssoro fra le braccia. E nel frattempo, mi consolo, spupazzandomi a più non posso i miei adorati nipotini, il mio Marco e la mia Chiara. Sempre nell'attesa spasmodica che Dio voglia donare anche a me questa gioia così grande. E in quest'attesa... c'è di mezzo il master.
E voi... quelli che amo definire "i miei compagni d'avventura" (non sventura) che ho imparato ad apprezzare in pochissimo tempo...
Non avrei mai immaginato di trovarmi così bene in questo gruppetto che penso non potesse essere più ben assortito.
E con voi spero che sia venuta fuori la vera Marissa (chissà se avete capito chi sono...), quella su cui potrete sempre contare per ogni evenienza, quella che è sempre a diposizione... quella "quasi felice", sempre in bilico fra una sorta di gioia, scaturita dall'accontentarsi delle piccole cose che riesce ad ottenere, e quell'inseguimento viscerale verso qualcosa di più grande e totalitario che le faccia toccare il cielo con un dito... e magari anche tre metri sopra il cielo... Perché come dice Liga "Chi s'accontenta gode... così così".
Baci dalla vostra Chocolate Girl (alcuni mi chiamano pure Catwoman... ehhh -.-)...
Alias... boh...?
FUORIdalMASTER / ANCORA OUTING: FRAMMENTI DI UN’ESISTENZA CONFUSA
Paddy Garcia il bandito. Paddy il rivoluzionario. Nelle sue vene scorre sangue irlandese da pazzo e sangue caliente di Mexican. Puoi incontrarlo nei nebbiosi pub del Donegal, nei fetidi bar di Toluca o in un polveroso saloon del vecchio west. Seduto sul suo sgabello, appoggiato al bancone. Il cappello lurido, a falde larghe, calato sugli occhi. Le labbra stringono il filtro giallastro dell’ultima sigaretta. Tra le mani un bicchiere di pessimo whisky che ad ogni sorso gli scalda il cuore. Nella fondina il suo vecchio ferro. Paddy che sogna e spara. La legge lo insegue.
Visto che siamo in vena di outing…provo anche io a parlarvi di me leggermente più a fondo. Solo leggermente, perché mi conosco e so bene che scorza dura e ottuso orgoglio mi impediscono quasi sempre di rivelarmi pienamente agli altri. Amo la battuta e la risata, mi piace dissacrare, contraddire e rompere anche un po’ i coglioni, se possibile. E’ il mio modo di tenere il mondo lontano dalle mie fragilità. Già, perché la vita insegna che se ti apri troppo diventi vulnerabile e allora ti fregano. “Il mondo è fatto di farciti e farcitori”, diceva il poeta. Io non ho la stoffa del farcitore, ma non voglio neanche finire farcito.
Detesto, pur inciampandovi spesso, la banalità, il luogo comune, il moralismo, i bacchettoni e coloro che si prendono troppo sul serio. Beh, come vedete sono un bel po’ le cose che non mi piacciono. Ma ve l’ho detto, ho il dna del rompicoglioni. E mi piacciono i rompicoglioni ! Si, mi piace chi dissente, chi rompe le regole, chi non è conforme, chi è pecora nera. Mi piace Paddy Garcia e ho sempre subito il fascino della cattiva strada. Forse per questo, negli anni vissuti in giro tra Italia e Europa, sono spesso finito in compagnia degli individui più impobabili: ex-tossici, artisti frustrati, vecchi cirrotici, ex-rivoluzionari, poeti di periferia e donne sull’orlo di una crisi di nervi. La gente perbene li definirebbe cattivi maestri (ma poi, visto il “bel” mondo in cui viviamo, saranno tanto più bravi quelli buoni ?). Certo, non c’è da idealizzare ne da prendere esempio dalle vite di sconfitti e reietti. Ma possono darti tanto. Vite contorte, intense, sofferte, rancorose, a volte morenti; sguardi da altre prospettive. Come diceva il buon Faber: “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”. E’ la poetica dell’umanità varia. L’unica che mi emozioni davvero.
Fortunatamente, nonostante tutti i giri più o meno strani che ho bazzicato o lambito, non mi sono mai fatto prendere la mano. Eppure sono un entusiasta, uno che non ama le mezze misure…tutto o niente, bianco o nero. Ad ogni modo anche la mia vita è corsa a lungo su una prospettiva abbastanza difforme. Diciamo che ho fatto un po’ tutto al contrario. A 20 anni fame di avventura, quindi Bologna, Londra e poi Dublino. Subito a lavorare, quel che passava il convento, ma in compenso quella fame è stata abbondantemente appagata. Poi a 25 anni ti trovi con un lavoro decente e una certa stabilità, raggiunta in un Paese che hai imparato ad amare. Ma niente da fare, se sei fatto alla rovescia non puoi essere arrivato a 25 anni e accontentarti. E allora via, sparigliamo ancora le carte e rimettiamoci in gioco, inseguendo sogni e passioni. Il resto è storia recente. I vari lavori precari tra Roma e Abruzzo, l’università, i documentari e ora il master. Un polverone confuso che è la vita di questo trentenne che continua il suo percorso, sempre in bilico, sul filo di una perdurante instabilità. Ma quel trentenne rifarebbe esattamente tutto ciò che ha fatto, momento per momento, con tutti gli sbagli, le cazzate e le batoste prese. Non ho nessun rimpianto e ciò mi rende quanto mai sereno. Non sono minimamente appagato e ciò mi induce ad amare follemente la mia vita presente e passata e ad avere una gran fame di quella che deve ancora venire. Non bisogna sentirsi mai appagati. Mai ! Quel pepe al culo che ti mette addosso la vita, bisogna conservarlo il più a lungo possibile. Quando senti che sta svanendo vuol dire che è iniziata la discesa. Ed allora è finita !
Insomma non sarà una gran vita ma mi piace questa vita. Come canta l’avvocato di Asti: “se non avessi questa vita morirei”. Cerco di aromatizzarla con tante cose diverse, spesso anche in contraddizione tra loro. Mancanza di coerenza ? Da questo punto di vista mi sento profondamente pirandelliano. Diffido dalle persone tutte d’un pezzo, perfettamente coerenti e logiche. Non è nella natura umana. Al di la delle maschere che indossiamo, noi siamo esseri poliedrici, siamo migliaia di cose differenti e anche in contrasto tra loro. E allora me ne frego se non sono politically correct o se manco di coerenza. Viva l’arte, il cinema, la musica impegnata, le persone di cultura, i dibattiti, l’impegno politico e sociale, la dizione perfetta, i libri e il linguaggio forbito. Ma viva anche l’osteria, il dialetto, la musica popolare, le becere curve da stadio, i matti del paese, i bestemmiatori di professione, cotiche e fasciul, il vino, il pub, la sana volgarità delle cose e chi ne ha più ne metta...
E viva anche il master ! Si, perché mi piace proprio questo master. E mi piace anche la gente che lo frequenta. Ne parlavo la settimana scorsa con il grandissimo master del blog. È la prima volta che in un gruppo composto da gente varia, diversissima, non ce n’è una che non sopporto e quasi tutte le persone hanno qualcosa di interessante. Detto da un rompicoglioni reo confesso…è veramente strano !
Scende dallo sgabello, Paddy Garcia. Tutto gira, intorno a lui. Esce dal bar barcollando lievemente. Il vento freddo sulla faccia gli provoca un sussulto. Si abbottona il cappotto, si accende una sigaretta e scruta il sole che tramonta all’orizzonte. E’ quasi ora di mettersi al lavoro.
Paddy Garcia
PRINCIPE DEL BAROCCO

Mi presento…mi chiamo oboe di nome e di cognome! Se preferite Houtbois, perché la mia origine contemporanea è francese, ma in realtà già Cleopatra conobbe i miei antenati. Porgo il mio saluto alla fisarmonica di nonn’ Antonio, nobile strumento anche lui, che come me, a dispetto della sua storia e delle sue reali potenzialità, viene spesso considerato agricolo. Non vi è offesa nell’agricolo, ma per quanto mi riguarda, avendo allietato miriade di corti, preferirei essere definito pastorale se proprio in ambito bucolico voi mi volete collocare. Mi confondete tutti con fagotti, corni e clarinetti, ma, ahimè, anch’io l’ho avuto il mio momento di gloria. Nel ‘700, epoca del belletto, io la facevo da padrone! Chiedete a Vivaldi, Mozart, Bach, Albinoni e quant’altri…nella musica da camera non temo rivali…e mi accompagno bene con viole, violini e pianoforti. Ricorda però io son permaloso, se mi tratti bene posso darti grandissime soddisfazioni, ma se mi maltratti, al grido di vendetta ti farò sfigurare. Eh si, perché io son piccolo, ma per suonarmi devi metter aria in gran quantità nei tuoi polmoni…e le tue labbra io renderò sode e morbide, più di quanto possa fare il miglior chirurgo plastico del mondo…strana gente voi contemporanei! E per favore non sono un flauto....delicato si, ma basta un fil di fiato per suonarlo…provate a metterlo fuori dalla finestra e l’aria lo suonerà per voi…mettete me fuori dalla finestra…e io morirò! Il mio legno, il delicato e spesso ebano, si creperà tutto e io non avrò più voce per cantare. Vi ho già detto del mio successo, ero principe io al tempo del barocco! Oggi son pochi quelli che vengono a cercarmi, ma se mi trovano di me s’innamorano. Sono come una donna bella e remissiva, ma se mi scaldo ti riempio il cuore. Con il romanticismo e il bel canto non son sparito, pur se nell’orchestra occupo un posticino….ma anche da lì mi puoi sentire…perché gli intermezzi li faccio io…con i miei cugini: flauti fagotti e clarinetti. E pensate chi mi suona porta sempre canne con sé e una ce l’ha sempre in bocca…perché io si che posso vantarmi di esser strumento personale, le ancie i miei padroni le fanno per me…con le canne appunto…e a seconda di come loro le lavorano io posso esser dolce, leggero e cupo! Or vi saluto…c’è una pazza qui che ha deciso che è l’ora di studiare…un bacio a tutti e se vi capita non disdegnate di ascoltare!
Nastienka
P.S volevo caricare un file audio....ma come cazzo si fa????
lunedì 17 dicembre 2007
FUORIdalMASTER / E VA BENE...RACCONTIAMOCI
Ci ho pensato un po' prima di scrivere questo post. Forse perchè parlo sempre troppo e di tutto, ma sempre e troppo poco di me! Essere una sognatrice è forse il più grande pregio e il più grande difetto di tutta la mia vita. Mi chiedo quanti di voi pensano che io faccia un master in giornalismo perchè mio padre è un giornalista...sono certa che ce ne sono e lo capisco! ma perchè lo faccio? forse semplicemente perchè ora non ho un sogno più grande da realizzare. O meglio, ce l'ho...ma è solo nella mia fantasia...chissà perchè si finisce sempre a parlare di sentimenti...in ogni forma certo, ma ovvio che l'amore è sempre lì...al primo posto! Una parola cui sono stati dati tanti di quei significati da giungere ad una sola conclusione: non si può definire. Un po' come la fede, non necessariamente religiosa, ma la fede in un ideale o in qualsiasi altra cosa. Come si può definirla? Tu sai che c'è punto e basta. Non servono parole...perchè noi...futuri giornalisti usiamo le parole come se altre forme di comunicazione non esistessero e invece esistono e l'amore sta lì...in mezzo...tra dire e non-dire...tra un gesto e una posa...non possiamo prenderlo e chiuderlo in un barattolo di vetro...come facevamo (o almeno io facevo) con le lucciole nelle sere estive...la mattina dopo erano già morte perchè l'ossigeno non c'era più. Ecco perchè l'amore lo cerchiamo disperatamente ancor di più quando vogliamo che non ci passi neanche accanto. Se lo chiudiamo...muore...senz'aria....muore...come quelle lucciole! Con questo non voglio dire che nelle 24 ore della giornata penso solo a questo (comprese le 8 ore del master), ma se guardo al domani ci penso eccome. La carriera? non me n'è mai fregato granchè e non me ne inizierà a fregare adesso! Ma da qualche parte bisogna investire in attesa che magari le cose cambino. messa così non sembra che io parli di me...ma faccia discorsi astratti....ed è così...perchè qui io non scriverò della mia vita personale, reale, ma cercherò solo di far capire un po' chi sono...una pazzerella chiacchierona...in realtà furba e silenziosa! Io nella famiglia ci credo, non nel mulino bianco...non faccio di cognome Berlusconi come disse una volta Grillo...ma a che serve diventare un mito e svegliarsi sola la mattina, finire in una casa di riposo magari, senza gli occhi di un figlio che piange vedendoti andar via per sempre...un po' triste, ma a suo modo meraviglioso...perchè se sogni...non c'è mai una fine. Ma come disse un grande scrittore, che spesso ho citato nei miei commenti, un sognatore è un tipo strano che vive come una tartaruga, che è insieme essere vivente e casa....una casa dove si rifugia, dove raramente arriva qualcuno e dove non a caso le pareti sono verdi! Lo sapevo, mi sto dilungando come al solito...meglio tagliar corto...dedico a tutti una poesia e vi lascio così...almeno per ora...magari la prossima volta vi spiego cos'è un oboe...la voce degli angeli....così definiscono il suo suono...io angelo non sono...altrimenti sai che noia! IO...FUORI DAL MASTER

Fabiana Calsolaro (con
Comincerei dal mio viaggio in Spagna 6 anni fa, perché da allora ho cominciato a diventare quello che sono oggi.
Quel viaggio cambiò tante cose, troppe. A cominciare dalla scoperta che tanti dei punti fissi sui quali avevo modellato la mia vita non erano mai esistiti: primo l’ideale di una famiglia perfetta, che avevo desiderato tanto fino a convincermi di averla, secondo la mia incredibile forza…ero ancora rimasta la ragazzina spaventata del liceo che ancora doveva dimostrare a tutto il mondo quanto fosse dura perché nessuno vedesse quanto è vulnerabile in realtà.
Pensavo che mi sarebbe piaciuto avere cose che non avevo mai conosciuto (e il peggio è che pensavo di non averle avute per colpa mia), cose semplici come la tranquillità dell’adolescenza, più dialogo, anzi un dialogo con i miei genitori, e un po’ di egoismo e superficialità in più per avere meno cura degli altri e più di me stessa. Il risultato? Una grande insicurezza, muri invisibili intorno a me che chiunque poteva vedere tranne io…fino ad ora, che soddisfatta sento il rumore mentre quei muri cadono giù! E se non ce la farò ad abbatterli tutti giuro che imparerò a passarci in mezzo!
Sapevo che significava vivere sempre al di sotto delle proprie possibilità, timorosa di crescere completamente, di uscire allo scoperto e prendermi la luce che mi spettva. Sogni troppo grandi per afferrarli con mani tanto piccole, ambizioni troppo lontane, non per le mie capacità, so per certo (senza presunzione ma senza falsa modestia) di essere una persona piuttosto intelligente, sicuramente più di molte che ho incontrato nella mia breve vita, ma che sono dove magari io non arriverò mai per il semplice fatto di credere in se stesse...io ci sto lavorando ma credo di avere ancora molta strada da fare. Le ambizioni sono invece spesso grandi per le mie tasche e il mio moralismo, ma vorrei credere che forse sono io che vedo il mondo a rovescio quando penso che va avanti chi può e non chi sa...
Aspirante giornalista, scontato! Anche se…i sogni di carriera ce li ho, e tanti, ma il coronamento dell’essere donna resta sempre e comunque un pancione, il dolore di un parto rigorosamente naturale, pappine, biberon, pannolini, notti in bianco e tutto il resto! Costante conflitto interiore tra l’io che “vuole” e l’io che “deve”, e che un giorno, forse, tra un articolo di cronaca e una recensione, metterà su famiglia stile telefilm americano, tipo “
Che altro? A sì, il concetto intorno a cui gira il mondo, il concetto di amore, IL MIO… a 27 anni nessuno è riuscito a farmi Innamorare (la maiuscola non è casuale), al punto che mi sono spesso chiesta se esistano persone incapaci di amare, intendo veramente, visceralmente e soprattutto...per sempre...mi ha sempre spaventato il “per sempre”…come mi spaventa il “mai”. E mi sono chiesta se io sono tra quelle persone...ho concluso che non sono io incapace di amare ma gli altri incapaci di farmi innamorare...mi fa comodo pensare così, ma qualche dubbio resta. Magari aspetto qualche altro annetto e poi mi dò per vinta.
Però intanto il tempo passa…Baglioni canta “il Tempo vince sempre, il Tempo lui soltanto, si muove e noi restiamo immobili”, già, come su un tapis roulant, corro corro ma stò sempre qui… e Ligabue aggiunge “L’amore conta, e conta gli anni a chi non è mai stato pronto”…e allora a volte vorrei non idealizzare tutto, non essere tanto ambiziosa e accontentarmi della banalità di una vita tranquilla come tante persone, dove per banalità intendo qualcosa di molto più simile alla felicità che all’accontentarsi.
domenica 16 dicembre 2007
FUORIdalMASTER / Responsabile Agenzia ANSiA
Mi presento, sono il responsabile dell'Agenzia ANSiA (Agenzia non senza irrisoria allegria).
Chiamatemi Renato (Renè) c'est plus facile!
Uomo, 25 anni proveniente da SnowLand.
Sono felice di adre anche io il mio contributo al blog attraverso le notizie ANSiA.
Vi spiego brevemente che cosa è una notizia ANSiA:
Secondo il Pupazzi una notiza ANSiA è quella notizia che va a scuotere il sistema nervoso di qualcuno. E' una notizia scomoda, anonima, non ha bisogno di una fonte certa. Diversamente dalle notize classiche, nelle notizie ANSiA due fonti dichiarate si annullano. Mai rivelare l'identità della fonte. Potrebbe inibire il divulgatore.
L'ANSiA aspetta anche te (ovviamente come stagista non retribuito è chiaro).
La passione ci vuole, altro che i contratti... la passione.
Chiunque scrive all'ANSiA non paga conti ezozi in trattoria.
Renè CapoServizio ANSiA
sabato 15 dicembre 2007
FUORIdalMASTER - Lou Grant
Lou Grant è un idealista. Nonostante l'evidenza parli sempre più spesso di una realtà fatta di monnezza, lui continua imperterrito a credere in un mondo migliore.Come mai le mutevoli vicissitudini della vita lo abbiano portato a stare in questo continuum spazio-temporale, rimane un mistero. Più di una persona gli ha detto che lui è un uomo fuori dal tempo. Lo sa benissimo. Nei suoi sogni, un giorno spera di poter mandare tutti a quel paese e di ritagliarsi uno spazio vitale ideale in un romanzo, magari di Emilio Salgari.
Come vive la quotidianità quando il sogno finisce e si ritrova di nuovo "calato nel reale"? Sopravvive, per lo più. Sempre alla ricerca di qualcosa che lo faccia sorridere. Poco male se, il più delle volte, il sorriso è amaro...
FUORIdalMASTER - The Chuck's story - come un uomo deve decidere

Ci sono uomini (esseri umani, intendo) che optano in maniera più frequente a scegliere "ora", e altri che invece propendono per il "mai più". Questione di carattere, di comportamenti psicologici, e altre varie cazzate che non mi metto qui ad analizzare.
Quante volte - tale è la questione - Chuck si è trovato a doverla pensare, questa frase. Quante volte dovrà farlo ancora. La sua vita è divisa in due macroaree: in una di esse Chuck sembra essere disinvolto, sorridente, coraggioso. Affronta e combatte fino in fondo, senza mai abbassare la guardia, né la testa, i propri nemici. Senza mai voltarsi indietro. Sembra, anzi, è sicuro e deciso a non fermarsi davanti agli ostacoli. Consiglia a chi gli sta accanto di non mollare, di guardare attraverso le bufere provando a trascinarsi innanzi per la propria strada. Anche se fa freddo, anche se fa male. Tanti "ora" e pochi "mai più", questa la sua tesi. E non c'è verso per convincerlo del contrario: a lui piace scrivere e questa sarà la sua strada, che lo porti in alto o a fondo non importa.
Ah, a proposito: Chuck crede nei sogni. Ci crede ciecamente, in entrambe le macroaree della propria esistenza.
Chuck Bartowski era anche un bravo ragazzo, credetemi. A cambiarlo fu l'altra sponda del suo piccolo fiume. Da quell'altra parte, infatti, non se la passava granché bene. Colpa, forse, della sua timidezza intrinseca che non è mai riuscito a sopraffare, a uccidere. Dovrebbe colpirla senza pietà a quella stronza, ma non lo fa mai. Chuck non è mai riuscito ad amare una ragazza. Nel senso che si ritrovava sempre a dover fare il ragazzo di qualcuna per altri interessi che non mi metto qui a spiegare perché si tratta di fisiologia e siamo tutti grandi per poterla capire. Tutte le altre che ha segretamente amato le sono passate di fianco senza neanche salutarlo. Ma i problemi erano quasi tutti suoi, non loro. Non c'è mai stato un "ora", solo "mai più", dal lato più buio del fiume. Anche se a volte pure loro ci mettevano del proprio, come a far girare ferocemente quel coltello tuttora immerso nella sua piaga. Che fa male, fino a far gridare e piangere, a volte.
Chuck si chiede se un giorno tutto questo possa finire, se un giorno possa arrivare una persona (vuole ben sperare che sia una donna) che gli sfili il coltello dal petto e lo getti via. Magari nel fiume.
Ma, ripeto, Chuck crede nei sogni.
E' proprio questo che lo fotte.
Ed è proprio questo che lo ucciderà, un giorno.